Bassi livelli di Qualità: quanto costa alla tua azienda?
È ben noto quanto i costi legati al fare Qualità possano avere un impatto significativo sulle performance delle aziende, specie per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
È fondamentale riconoscere che quelli che definiamo “costi della qualità” non sono semplici spese, ma veri e propri investimenti in grado di generare un notevole ritorno.
Molte aziende cercano una consulenza qualità proprio per ottimizzare questi investimenti.
Per riepilogare i costi della qualità di maggiore rilevanza per le organizzazioni, si identificano i seguenti:
- costi legati ai controlli sul prodotto e sul processo
- costo degli strumenti di misurazione
- costi legati alla formazione del personale e al suo aggiornamento
- costo del tempo dedicato a riunioni, pianificazione e gestione dell’area qualità
- costi legati alle certificazioni e al processo di accreditamento (come la certificazione ISO 9001)
I costi della non Qualità
Alcune organizzazioni scelgono di soprassedere su alcuni aspetti della qualità nel tentativo di risparmiare. Non considerano, però, il rischio di incorrere in costi ben più significativi derivanti dalla non qualità (costs of poor quality)
Questi oneri vengono spesso trascurati in quanto poco manifesti, ma possono avere ripercussioni importanti sulle performance e sull’immagine aziendale.
I principali costi della non qualità per le organizzazioni includono:
- costi legati ai ricontrolli sul prodotto in stock
- costi del personale aggiuntivo dedicato al ricontrollo
- costo legato ai fermi produttivi
- costi legati ai danni d’immagine dell’organizzazione
- costi di smaltimento dei prodotti non conformi
- costi logistici dovuti alla sostituzione del prodotto non conforme al cliente
- costo legato alla gestione della non conformità, individuazione della causa radice e dell’implementazione dell’azione correttiva
- costi di produzione e imballaggio del prodotto conforme
Il valore ottimale di Qualità: come individuarlo?
Volendo fornire un’interpretazione grafica che sia di supporto al processo decisionale, è possibile rappresentare le due curve dei costi su un piano cartesiano che metta in relazione il livello di qualità (asse x) con i costi (asse y).
Le due curve dei costi della qualità e della non qualità si presentano come simmetriche e rispettivamente crescente e decrescente, all’aumentare del livello di qualità impiegato.
Quale potrebbe essere un punto di ottimo rispetto al livello di qualità, su cui posizionare le prestazioni aziendali?
Il livello ottimale di qualità (Q*) è quello che minimizza la somma dei costi, ossia il livello corrispondente al punto di intersezione tra le due curve.
La domanda conclusiva di questo articolo è: è possibile innalzare il livello di qualità ben oltre Q* senza incorrere in costi eccessivi?
Sì, questo è possibile tramite un’innovazione tecnologica che sposti la curva dei costi della qualità (CQ) verso destra. Di conseguenza, anche il punto ottimale Q* si sposterà a un livello superiore, mantenendo invariati i costi.
Una buona consulenza qualità e ISO 9001 può aiutare le aziende a visualizzare e gestire questo equilibrio.
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